Le fonti del conflitto

Mujeres tejendo Paz

Mujeres tejendo Paz

in Colombia/Diritti Umani/Genere

In Colombia il clima del cosiddetto postaccordo e’ duro. All’indomani della firma degli accordi di pace fra Governo di Manuel Santos e FARC – EP , il principale gruppo guerrigliero del Paese, avvenuto all’Avana lo scorso novembre, l’aumento della violenza nei territori assume colorazioni complesse. Se da una parte la guerriglia ha attuato una prima consegna delle armi e sta radunando gli 8000 effettivi nei 22 luoghi di transizione diffusi nel Paese (Zonas veredales transizionales) sotto il controllo di Esercito e Onu – fra l’altro le condizioni di vita delle e dei guerriglieri stanno destando molta preoccupazione da un punto di vista sanitario e político – e’ indubbio che i territori lasciati liberi dal controllo fariano siano stati prontamente riconquistati da forze neoparamilitari, che mostrando un profilo tutt’altro che basso, minacciano le comunita’ locali fino all’assassinio selettivo.

I morti ammazzati fra difensore e difensori dei diritti umani e leaders comunitari parlano infatti di un vero e proprio attacco a quei segmenti della popolazione attivi politicamente, volto a spezzare la capacita’ di autorganizzazione che invece le comunita’ colombiane stanno con caparbieta’ mettendo in campo, convinti che l’accordo di pace non sia cosa solo di Governo e guerriglia, ma anche di popolo.

Inoltre, fra i punti compresi nell’accordo siglato all’Avana, sono focali quelli che prevedo l’erradicazione della coca e la sostituzione delle piantagioni illecite con altro tipo di agricoltura, e la redistribuzione delle terre. Passaggi che minano le politiche economiche neoliberiste che gli ultimi governi colombi ani hanno promosso a livello internazionale.

In questo clima, da’ molto coraggio vedere come soprattutto le donne in Colombia si stiano organizzando per poter avere quel ruolo che e’ loro dovuto nella ricostruzione politica del Paese. Dopo 52 anni di guerra  e milioni di vittime fra morti, dispersi e sfollati –  di cui la metà sono donne – la pace vuole parlare al femminile ed avere uno sguardo di genere, così come raccolto anche dai sei punti degli Accordi di Pace.

Fra il 18 di marzo ed il 28, Yaku ha partecipato a tre momenti emblematici, da questo punto di vista: la prima riunione delle donne afrodiscendenti del Bajo Naya, territorio del Pacifico colombiano fra  le piu’ martoriate DSCF2357da conflitto e poverta’; e i seminari formativi delle donne e con i giovani nella Zona di Riserva Campesina Perla Amazzonica del Putumayo, a pochi passi dalle devastazioni dell’estrazione petrolifera da parte della multinazionale anglocolombiana Amerisur. Infine, l’incontro con il Cabildo del Pueblo Nasa del Putumayo, fra cui la leader Nasa Juliana, intervistata con il bastone del mando nella maDSCF2416no, simbolo della carica ricoperta dalla donna all’interno del suo gruppo.

“Abbiamo chiamato questo evento Donne, Pace e Territorio, perche’ e’ il momento che noi donne prendiamo la parola ed abbandoniamo la paura”, ci aveva raccontato Danny Yulith Ruiz dell’associazione Aini’ che ha organizzato  l’evento del 18 scorso a Puerto Merizalde, sulle rive del Rio Naya. E mentre parlava, teneva in mano la foto di Emylsen Manyoma, sua compagna di lotte in difesa dei diritti delle comunità afrodiscendenti del Naya colombiano, uccisa il mese prima per mano paramilitare. Puerto Merizalde, dove si e’ svolto l’incontro, e’ a qualche ora di barca dal porto di Buenaventura – il porto piu’ importante della Colombia da cui passa il 70% delle merci del Pacifico : “Noi donne del Naya siamo state vittime dirette del conflitto armato. Abbiamo pianto, sofferto, abbiamo visto i nostri padri, fratelli e mariti sparire. Ora vogliamo bloccare le lacrime con i sorrisi e tutte insieme non dimenticheremo, ma proveremo a costruire il nostro futuro. E’ il nostro momento, e il nostro contributo per continuare la lotta di Emylsen”, hanno detto le 300 partecipanti, arrivate in canoa o dopo ore di cammino nella fitta selva amazzonica, fra cui anche 5 indigene Nonam a rappresentanza del loro popolo, sfollato a pochi chilometri di distanza e da poco ritornato nei propri territori. Finalità dell’incontro è stata la DSCF2505costruzione di proposte concrete per la sostituzione delle piantagioni di coca, in questa zona praticamente l’unica entrata certa per contadini e famiglie che non hanno mai avuto altra opzione di sostentamento. Le donne di Puerto Merizalde si sono riunite con noi di Yaku e la Commissione di Giustizia e Pace Colombia, per studiare insieme alcuni passaggi del progetto Acqua, Giustizia e Pace, che Yaku porta avanti in vari terriori della Colombia da tre anni, per appoggiare l’accesso all’acqua potabile e l’autogestione delle risorse da arte delle comunità in luoghi di conflitto.

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Dal 24 al 28 marzo abbiamo partecipato ai seminari di formazione di 45 donne della Zona di Riserva Contadina Perla Amazzonica, un congiunto di 2000 persone per 22 veredas, che da anni hanno sviluppato un prIMG_0908ocesso di difesa e protezione del loro territorio sulle rive del fiume Putumayo. Anche qui, i seminari erano volti all’autocoscientizzazione e alla costruzione di proposte per la sovranità agricola ed alimentare:”Non ci può essere una vera pace senza giustizia sociale ed ambientale”, hanno detto entrambi i gruppi di donne, che si muovono in un panorama difficile, a stretto contatto con un paramilitarismo più minaccioso che mai, che sta correndo contro il tempo per l’accaparramento delle terre da poter poi gestire fra narcotraffico ed ipersfruttamento delle risorse. E mentre Governo e Forze Armate Rivoluzionarie si siedono di nuovo ai tavoli per fare una valutazione di questi primi 100 giorni di Accordi di Pace, e in Ecuador l’Eln tratta in separata sede un nuovo accordo di pace, la pace parla al femminile, o come dicono loro,  “Las mujeres tejen paz desde los territorios”.

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