agguato

L’agguato alla Pace

in Colombia/Genere

Gli ultimi eventi denunciati prima, durante e dopo la firma degli Accordi di Pace in Colombia, lo scorso novembre, fra Governo e FARC, sono una continua minaccia alla loro applicazione.

La lista di leaders sociali, impegnati nella restituzione delle terre, nella difesa dei diritti umani, che fino ad oggi sono stati assassinati – oltre 122 – si somma alle mancanze da parte del Governo nel rispettare gli accordi presi. Uno degli elementi più evidenti è ciò che sta accadendo con le cosiddette Zone Veredali di Transizione: 23, distribuite in altrettanti zone strategiche del paese, con la finalità di raccogliere i guerriglieri delle FARC , impegnati nella restituzione di una prima parte delle armi. La situazione di questi accampamenti è grave. Yaku ha visitato l’accampamento transizionale di Caracolì, dove si è stanziato il Frente 54 delle FARC, e ha potuto constatare la mancanza delle strutture minime di sussistenza: mancano gli alloggi, l’acqua potabile, medicinali. Situazione denunciata con forza anche dalla eurodeputata Tatiana Gonzales, vicepresidente de la Commissione per le relazioni  con la América Andina del Parlamento Europeo, che con un gruppo di associazioni, diplomatici e difensori dei diritti umani, ha visitato nelle ultime settimane sei di questi punti di pacificazione.

Ma è la dimensione politica a preoccupare: l’applicazione delle leggi di amnistia ed indulto – così come previsti dalla cosiddetta JEP, Giustizia Transizionale di Stato  – va a rilento, mentre l’avanzata dei gruppi paramilitari – denunciata da comunità, organizzazioni ed osservatori internazionali, ma negata con forza dalle istituzioni – si situa in maniera preoccupante nelle zone di dismissione dei gruppi fariani, che ad ora non godono di alcun tipo di protezione di fronte alle minacce di morte a cui sono sottoposti.

Gli ex guerriglieri delle FARC non possono di fatto lasciare questi spazi, dove vengono ammassati a centinaia, che hanno dovuto organizzare loro, con le strutture di cui disponevano per i loro accampamenti (che servivano però a gruppi di 15 persone, non di centinaia). Molti sono i bambini che stanno nascendo o sono nati da poco, senza alcun controllo medico, nonostante la vigilanza di un cosiddetto “meccanismo tripartito” che prevede la collaborazione fra l’Onu ed ‘Esercito Colombiano. La prima parte delle armi è stata consegnata il primo di marzo da parte della guerriglia fariana, mentre sono in corso gli accordi di pace con l’altro gruppo guerrigliero  colombiano, l’ELN, dove l’Italia ricopre il ruolo di Paese osservatore.